
sabato 29 novembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
LE POVERE SPOGLIE DI ANN PRIMA DEL FUNERALE

Tigresa Zobeide D'anversa Pontorno Vedova Caprarola
UNA MODELLA AL GIORNO (O QUASI)
IRIZA HA UCCISO ANN!!!

Sei un'assassina dalla mente deviata e degna sorella di un fratello gay e succube della tua cattiveria! Hai ucciso la sua fidanzata di copertura... quale è il tuo vero fine in tutto questo!?!?!? e soprattutto con che coraggio sei fuggita riuscendo però ad intervistare Carlo Capponi?? ma non hai un cuore? pentiti!!!!!!! e consegnati nelle mani della giustizia!

Nell'immagine lo schema del coroner che stabilisce i 5 punti in cui Anne è stata colpita e uccisa
P.S:
Cara Ann non devi dolerti di non essere più in vita, sei morta per difendere il tuo mito, cioè io e questo fa si che tu possa essere considerata a tutti gli effetti un'eroina. Proporrò il tuo nome al nostro Presidente della Repubblica affinché ti vengano concessi i giusti riconoscimenti. Non avendo trovato documenti o scritti do per scontato che la tua casa e i tuoi averi, inclusi il conto in banca, passino in mio possesso e per questo ti ringrazio. Jean Claude è già partita per fare un corso intensivo di difesa poichè è lei la delfina che prenderà il tuo posto nella difesa della sottoscritta. Ma sappi che non ti dimenticheremo facilmente, e ogni volta che organizzerò orgette nella tua casa io penserò a te.. Che il paradiso ti accolga Ann! Addio!!!
tua Zobeide D'anversa Pontorno vedova Caprarola
giovedì 27 novembre 2008
I LIBRI DI TUTTTADONNA: PAMELA CAGNOZZINI - DELLA PEDOFOBIA E DELL'ETEROSESSUALITA' SPASTICA

Pamela Cagnozzini, lo dico subito, è una mia cara amica transessuale. Batte sulla Cristoforo Colombo a Roma, vicino al negozio di Acqua e Sapone ed ha saputo capitalizzare al massimo la sua rara bellezza e sensualità.
Onore al merito, quindi, se in questi giorni è riuscita a farsi pubblicare dalla prestigiosa casa editrice Einaudi, per la collana Phemios, un suo saggio delirante dal titolo "Della Pedofobia e dell'Eterosessualità spastica". La Pedofobia, (da non confondere con la Pedofilia, ovvero l'interesse sessuale patologico verso bambini piccoli), è la paura delle figure adulte nei confronti dei giovani a causa della loro aggressività, esuberanza, irrispettosità e prepotenza. Facendo riferimento alla prefazione: "l'idea iniziale di questo libro nasce esattamente un anno fa sotto il periodo delle feste [...] come ogni giorno dalle 21 alle 3 del mattino sono solita prostituirmi sulla Cristoforo Colombo [....] mi si avvicina questa comitiva di ragazzi poco più che maggiorenni che con fare scimmiesco cominciano ad unisono a fare il ballo dello scimpanzè arrapato, non parlavano ma emettevano soltanto dei suoni simili ad un muggito di vacca e si indicavano, prima con uno e poi con l'altro, le protuberanze nei jeans attillati. [....] Istanti in cui ho avuto veramente paura perchè la possibilità di comunicare era praticamente nulla e la sensazione di panico che ho provato non deve essere poi molto dissimile da quella vissuta da altre persone in una foresta in balia di animali selvaggi". Pamela Cagnozzini scampa a questo assalto solamente grazie ad una crisi di panico che la coglie inaspettatamente con forti conati di vomito, non perdendosi d'animo indirizza questi conati verso gli avventori urlando verso di loro una grande bugia: "Ho l'epatiteeeeeeeeeeeeeeeeeeeee tièèèèèèèèèèèèè ho l'epatiteeeeeeeeeeeeeeee A b C d e tutte quelle dell'arfabeto fiji de 'na mignotta limortacci vostriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! tornate 'ndietro che ve faccio un culo come 'na casaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!", ebbene, queste semplici parole misero in fuga quei mascalzoni ma quel fatto increscioso cambiò non poco la prospettiva delle cose di Pamela. Indugiando tra le lettere dei suoi tanti spasimanti eterosessuali notò con sdegno che il filo conduttore di quei discorsi fondamentalmente omo-erotici era la violenza profonda celata da banali sentimentalismi. Il fine ultimo della penetrazione violenta, se non addirittura fecondativa annullava all'istante ogni gesto tenero di comunicazione tra il penetrante e la ricevente. A prescindere dall'età degli interessati, e nei casi complessi con similarità attuative tra padri e figli, Pamela era sempre il fulcro di queste violenze orgiastiche venendo lei spesso costretta a subire pratiche degne del romanzo "La nuova Justine" del Marchese de Sade. [....] la linea di demarcazione tra pedofobia ed eterosessualità spastica viene marcata proprio dal caso clinico analizzato qui di seguito [....] Ercole O. Siamo nel 2007. In quei giorni collaboravo con l'associazione Melio P. Lelis ad un particolare caso d'isteria eterodossa. Si tratta di Luciana Pazzucippagna, meglio nota come Ercole O., un ragazzo ventunenne di notevole intelligenza e cultura che nel corso di una malattia durata due anni aveva presentato una serie di disturbi fisici e mentali; lui soffriva di una grave paralisi ad entrambi gli anulari, di disturbi alla mobilità oculare, con un notevole danno visivo, di turbe all'udito, di difficoltà nel rinculo, di forte tosse nervosa, di nausea ogni volta che cercava di copulare con i travestiti, e una volta, di grave idrofobia, che la tenne lontano dall'acqua per parecchie settimane cagionando non pochi danni olfattivi alle sue prede sessuali. Anche le sue capacità lessicali si erano ridotte, fino ad arrivare all'impossibilità di parlare e comprendere e di riuscire soltanto ad emettere suoni simili a muggiti di vacca nei momenti della copula o pre-copula. Infine il paziente andava soggetto a momenti di afasia e travestitismo, nei quali alternava stati di confusione, di mancanza di gusto nella scelta del vestiario, di delirio, di alterazione e di forte induzione all'alcolismo dei vicini di casa. Inizialmente con un quadro sintomatico di questo genere, si pensò ad una grave lesione, ma all'esame obbiettivo gli organi del ragazzo risultarono perfettamente normali. I medici esclusero anche una lesione organica cerebrale, essendo propensi a quella misteriosa condizione nota come "isteria dell'omosessuale represso spastico" , la quale è in grado di simulare tutta una serie di sintomi appartenenti a diverse malattie. Pamela riuscì ad eliminare i sintomi attraverso la pratica del metodo ipnotico. Ogni sera si recava a casa del ragazzo e, dopo averlo ipnotizzato, lo faceva lavare e parlare. Sotto ipnosi, Ercole parlava di sè al femminile e della sua collezione di mutandine rosa rubate alle compagne di nuoto che lui amava indossare seduto sul balcone della sua casetta scrivendo sulle pareti di casa il nome della sua adorata Donna Cinzia, un doloroso periodo della sua vita in cui aveva dovuto assistere al padre copulare con donne anziane vogliose nella casa del suo zio spacciatore di oppiacei. Ricordando quei sentimenti, rimasti repressi, di rabbia, disgusto e paura. Pamela notò che raccontando l'episodio doloroso connesso all'insorgere di uno dei sintomi prima citati, Ercole riusciva a vivere intensamente le emozioni provocate dal doloroso ricordo, e al termine di tale rievocazione il disturbo scompariva lasciando sul campo solo la sua personalità femminile. Poteva altresi palesare la sua parte omosessuale aggressivamente repressa e modularla secondo i canoni del giovane uomo che va a prostitute. Questa terapia, definita catartica funzionò anche con gli altri sint

(nella fotografia in basso a destra Pamela Cagnozzini in un momento di ricreazione tra i fans durante il periodo di lavorazione a questo libro)
mercoledì 26 novembre 2008
UNA MODELLA AL GIORNO (O QUASI)
ANTEPRIMA FILM TUTTTADONNA - "DRUNK" DI JOLENE PARKER

Dal 3 dicembre sarà finalmente in distribuzione nelle sale italiane, seppur con oltre 2 anni di ritardo, "Drunk" il controverso film dell'attrice, regista e scrittrice inglese transgender Jolene Parker. All'ultimo minuto ieri la cara Francesca, addetta alle pubbliche relazioni della 01 mi costringe quasi a presenziare a questo evento e mio malgrado non ho avuto la risposta pronta per evitarmi lo stress. A conti fatti ne è valsa la pena, "Drunk" è un film esteticamente repellente che scuote i sensi e gioca con le nostre paure più recondite. Ha il triste primato di essere il primo lungometraggio inglese degli ultimi 10 lustri ad essere marchiato con il divieto ai minori di 21 anni. Onestamente, li per li, nel guardarlo non ho riscontrato scene tali da giustificare tanta severità di giudizio anche se, a dire il vero, stanotte ho sofferto per la prima volta di nausee, mal di testa, incubi, agorafobia, ansia, depressione, perdita di coscienza e inoltre ho avuto la perenne sensazione che qualcuno mi stesse facendo la pipì addosso e la totale incapacità di smettere di pensare a questo film. E' inspiegabile a volte come un'opera visiva possa smuovere certe corde dell'animo umano e condizionare i sensi. La trama di "Drunk" corre su più binari; Geena (Jolene Parker) è un transessuale sul viale del tramonto, la sua pelle rattrappita non risponde più agli incantesimi delle creme e del make up e gli uomini ormai la evitano come la peggiore delle pandemie. Nella sua piccola reggia, costruita con i proventi di anni di prostituzione, decide di mettere fine alla sua vita in una maniera tale da finire su tutte le prime pagine dei giornali e spingere così le varie case editrici ad un'asta all'ultimo sangue per accaparrarsi i diritti dell'autobiografia da lei scritta. Il suo fine è palese, ma lo si capirà solo attraverso i vari indizi che verranno a galla scena dopo scena. Miquel (Marcelo del Boca) è la spalla su cui Geena ha pianto per tanti anni, un essere mite amante dei fiori e della poesia, un animo gentilmente femminile imprigionato nel corpo di un uomo degno di essere un protagonista assoluto dei film di Fassbinder. La sua ossessione di piantare fiori ovunque lo porta spesso a scontrarsi con la gente che non comprende il suo bisogno di colori e profumi. Nella Berlino del film è l'asfalto grigio a farla da padrona, asfalti di ogni colore e forma ove parcheggiare auto, correre in bicicletta, cadere per spaccarsi i ginocchi ed essere investiti da un quadrimotore non assicurato. In questo contesto poco idilliaco, ove i poveri sono solo un intralcio, scoppia la passione tra Miquel e Abdul (Rami Khoury), un giovane cartomante marocchino feticista e amante delle unghie lunghe dei piedi, porta scarpe di 4 numeri più grandi proprio per preservarne la lunghezza. Dopo anni di sofferenze questa è l'unica cosa di cui va veramente fiero e Miquel sembra apprezzare la cosa almeno quanto il suo nuovo compagno. Passano ore a lisciarle, curarle, laccarle, tagliuzzarle per renderle più forti e attraenti. Con l'estate arrivano i primi caldi e Abdul sente il bisogno di indossare le scarpe infradito per stare più comodo. In una giornata con un bel sole caldo i due si incamminano verso il centro città, felici, mano nella mano, quando accade una tragedia. Distratto dalle ciance am




martedì 25 novembre 2008
TUTTTADONNA A TEATRO CON GOVINDO BOCCINO E LA SUA "METERA"

Dopo i suoi successi al botteghino: "La verità nel letto", "Spasmi del deteuronomio", "Le aracnidi crocefisse" e lo splendido "A tu per tu bidù bidù" l'artista barese trans gender Govindo Boccino torna con un'opera teatrale rivoluzionaria scritta, diretta, prodotta e recitata nientepopodimeno che da lui stesso! dal 21 dicembre prossimo al 19 gennaio al Teatro della Aquile, sulla Via Appia a Roma, ci delizierà con due rappresentazioni giornaliere, un tour de force vero e proprio data la durata della piece che sfiora i 200 minuti. E' con cognizione di causa che vi parlo di un'opera rivoluzionaria. In qualità di pubblico preparatevi ad essere vere e proprie vittime sacrificali alle qu




lunedì 24 novembre 2008
UNA MODELLA AL GIORNO (O QUASI)

29 ANNI (!?!?!?) - AVEZZANO
VOTO : 9+
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disponibile per:
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ospite fisso nei salotti televisivi
marjorette in eventi di atletica leggera
cubista in discoteca
modella pret-a-porter
hostess per eventi a sfondo orto-frutticolo
ZOBEIDE E' TORNATA!



mercoledì 12 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
martedì 4 novembre 2008
UNA MODELLA AL GIORNO (O QUASI)

43 ANNI - BRESCIA
VOTO : 9
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disponibile per:
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modella haute couture
comparsa in film a tematica alimentare
hostess per meeting aziendali
cubista in discoteche di liscio
pubblicità merendine e insaccati
lunedì 3 novembre 2008
IL FELICE ESILIO DI MISS TRAV AFGHANA 2000

Il ministro afghano degli affari femminili ha condannato Miss Afghanistan per la sua audacia nel presentarsi davanti alla giuria in bikini. "Apparire nuda in foto e in tv non è un segno di libertà ma solo la degenerazione ad uso e consumo degli uomini".
Una lunghissima polemica spinge Veda al silenzio, ad una vita libera e discreta. Passano gli anni e la sua bellezza sboccia ai limiti dell'insopportabile. Le donne imparano a temerla e odiarla per l'ascendente che ha sui loro uomini e lei non ci fa quasi caso, tornando sempre a casa sola dove a farle compagnia c'è soltanto il suo gatto vecchio e castrato. Oggi Veda ha 35 anni e non ha mai voluto operarsi perchè dice che a casa ne basta uno di castrato e che lei convive bene con il suo volatile. Però va fiera del suo reggiseno imbottito con i calzini del papà, l'ultimo ricordo rimastole prima della sua morte improvvisa in una fabbrica di stuoini. Mando Pamela Cavagna, l'inviata del nostro blog www.tutttadonna.blogspot.com , nella sua bella casa nei dontorni del Queen's Park. La riceve con tutti gli onori in uno splendido vestito color turchese a fiori e fa di tutto per far notare che lei conosce perfettamente le regole del bon ton, non per nulla è popolare col nome di "La Contessina pelosa".

Ad un certo punto comincia a prendere delle portate dall'odore molto appetitoso e le poggia sulla tavola apparecchiata. La nostra inviata pensava fosse arrivata l'ora di mangiare e di fare 4 chiacchiere, ma dovette ricredersi quando la contessina pelosa le disse che era giunto il momento di spiegare come si mangia ad una tavola chic in Afghanistan.

Due momenti un po imbarazzanti per la nostra inviata Pamela Cavagna che ci ha confessato di essere rimasta colpita dalla sensualità e dalla bellezza di Veda Zamsadai mentre mangiava
Nella lunga intervista rilasciataci, oltre a ricette di cucina, informazioni sulla lavoraziona a maglia col puntocece, metodi per la laccatura dei capelli con l utilizzo della crema derivata dal bianco dell'uovo, ci fa anche sapere che sta per terminare la scrittura di una biografia dedicata ai suoi amori proibiti con la nomenclatura talebana. Ci accenna che si lavavano poco, che spesso gli puzzavano i piedi e che tutti, ma proprio tutti, anche se inavvertitamente finivano sempre con le mani sul suo volatile. Noi fingiamo interesse per queste succose anteprime e la ringraziamo sperando in una pronta pubblicazione del libro anche in Italia!
una entusiasta Veda saluta l'inviata di Tutttadonna all'uscita del suo appartamento