venerdì 19 settembre 2008

MUORE MARGE SIMPSON

Notizia tratta da "Serpente di Mare" una rubrica irregolare tenuta dal troll Ciro Ascione del blog Trashopolis.
Potrebbe essere il funerale mediatico più imponente di sempre. Roba da far passare in secondo piano i cacciatori che sparano alla mamma di Bambi, il malinconico spegnersi del Dottor Greene (Ciccio per gli amici) in Medici in prima linea, l’incidente mortale di Bobby in Dallas e la tristissima eutanasia di Rin Tin Tin, ferito da una freccia avvelenata degli Apache, in una puntata mai andata in onda in Italia perché ritenuta inadatta dai vertici RAI.
Ma la morte di Marge Simpson, casalinga modello, madre affettuosa, consorte fedelissima di quel coacervo di vizi e debolezze che risponde al nome di Homer Simpson, sembra un evento mille volte più luttuoso.
COME, QUANDO, PERCHE’? - In che modo morirà Marge? Chi ha letto la sceneggiatura dell’episodio afferma che tutto è perfettamente in linea con quel blend di comicità e pathos che ha sempre caratterizzato i cartoni. “Non sarà una morte eroica, ma non si esaurirà nemmeno in una gag facile. Diciamo che Marge non perderà la sua tenerezza e la sua simpatia nemmeno nell’ora suprema”, sostiene uno dei responsabili del visual catering del programma, che ha preferito restare nell’anonimato. Difficile perciò immaginare che Homer si ingozzi di ciambelle durante l’elogio funebre del Reverendo Lovejoy, o che Bart mostri le chiappe mentre la salma di Marge viene tumulata; ma non aspettiamoci nemmeno un festival della lacrima modello Beautiful.
PRECEDENTI - Non è la prima volta che i gialli eroi di Springfield incontrano il tristo mietitore. Di personaggi minori ne sono defunti a bizzeffe: dal sassofonista di colore Bleeding Gums Murphy, idolo della piccola Lisa, a Frank Grimes, misantropo che nello spazio di una puntata fu collega di lavoro di Homer; da Maude Flanders, vicina di casa dei Simpson e moglie del bigottissimo Ned.a Mona, madre di Homer e attivista di Greenpeace. Per tacere poi delle puntate speciali di Halloween, racconti horror al di fuori della “continuity” simpsoniana, dove quasi sempre i protagonisti fanno una fine orrenda. Il decesso di Marge, che dovrebbe avvenire nell’ultima puntata della ventesima serie, rappresenta però un evento epocale. “Forse Matt Groening e i dirigenti della Fox hanno voluto dare una scarica di adrenalina a una serie che ottiene indici d’ascolto ancora altissimi, ma che viene costantemente criticata dagli appassionati per la perdita di smalto degli ultimi anni“, spiega Dick Mycousin, uno dei massimi simpsonologi al mondo, nonché amico personale del produttore Richard Brooks. E’ stato proprio Mycousin a rivelare il funesto scoop, con il tacito assenso dei responsabili della serie. “I giovani spettatori difficilmente possono accettare la fine di un’eroina così popolare, senza un’adeguata preparazione psicologica. Bisognava preparare il terreno per questo terremoto televisivo. I presidi di alcune scuole hanno già predisposto uno sportello di ascolto per i ragazzini che saranno traumatizzati dall’evento, e molti docenti sono stati invitati a preparare i propri alunni all’elaborazione del lutto”.
SONO SEMPRE I MIGLIORI… - Forse, tra i quattro protagonisti della famiglia Simpson, Marge è sempre stato il personaggio meno amato. Un’eroina forse un po’ troppo positiva, troppo perfettina rispetto alla dabbenaggine di Homer, alla saccenteria di Lisa, al pessimo comportamento di Bart. Però Marge era il collante che riusciva a tenere assieme una delle famiglie più scombinate della storia dell’immaginario, il punto fermo attorno al quale ruotavano le folli imprese dei suoi familiari. Marge rappresentava il cardine del paradosso che è alla base del successo dei Simpson: personaggi a volte sgradevoli, a volte cinici, sempre politicamente scorretti, ma allo stesso tempo dotati di un’umanità che li rende adorabili e popolari.
COSA SUCCEDERA’ - Solo la ventunesima serie potrà dirci in che modo i Simpson sapranno reagire alla tragedia. La famiglia si sfalderà? Homer troverà una nuova compagna?
(IN FOTO: IGNARA DEL FUTURO CHE L'ATTENDE, MARGE SI FA CONCIARE I CAPELLI DALLA SUA PARRUCCHIERA DI FIDUCIA)
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Groening e soci decideranno di far crescere Maggie, Bart e Lisa, che hanno sempre la stessa età da ormai vent’anni? E, soprattutto, riuscirà il sacrificio di Marge a risollevare gli indici di gradimento dei Simpson? Il critico Leonard Maltin sembra piuttosto scettico: “Tutto questo mi ricorda quell’episodio di I Love Lucy in cui Lucille Ball, per scommessa, doveva saltare su una vasca piena di murene velenose. Per gli autori doveva trattarsi di un modo per dare una scossa a un programma che stava perdendo i consensi del pubblico. I risultati li conoscono tutti. Da allora l’espressione saltare la murena è divenuta sinonimo del calo di qualità di una sitcom”.

MESSAGGIO PROMOZIONALE


UNA MODELLA AL GIORNO

ANGELA ANGELO
26 ANNI - LECCE
VOTO: 9+
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giovedì 18 settembre 2008

ANTEPRIMA FILM TUTTTADONNA: "GOODNIGHT MY LOVE"

Ennesima anteprima cinematografica del blog www.tutttadonna.blogspot.com
"Goodnight my Love" (Buonanotte Amore)
Un film innovativo e crepuscolare a tematica transessuale del regista travestito libanese Andrew Shah't in distribuzione in Italia ai primi di Ottobre per conto della Medusa. Questo pomeriggio sono entrato alquanto scocciato data l'ora scelta per la proiezione al Cinema Adriano (le 15:30) ... ma si può dare un'anteprima a quell'ora???? Per fortuna la qualità del prodotto mi ha fatto dimenticare ben presto delle mie paturnie. Gustatevi la trama:


Il transessuale Ciappy e l’Alce Joe sono sposati da 10 anni, hanno due piccole alcette e apparentemente sono una coppia felice, ma qualche crepa nel loro matrimonio esiste anche se sembrano non rendersene conto. L’Alce Joe insegna in un istituto psicotecnico mentre Il transessuale Ciappy ha trentacinque anni e lavora in un istituto legale. Lui dichiara di essere un egoista, mentre lei dice di credere nell'amore per il prossimo. Si vedono poi i due a cena con un'altra coppia che litigano violentemente e una volta a casa essi si rallegrano per essere "l'eccezione che conferma la regola".
Nella seconda scena Il transessuale Ciappy e l’Alce Joe discutono se andare al
pranzo domenicale dai genitori e intanto si viene a sapere, da un colloquio dell’Alce Joe con una collega di lavoro, che ha fatto leggere a lei, e non alla moglie, le sue poesie.
Il transessuale Ciappy nel frattempo è al lavoro e presta consulenza alla signora Ruth che è decisa a
divorziare.
Il transessuale Ciappy e l’Alce Joe vanno poi a
teatro a vedere “Viale del Tramonto” e ritornano a casa di malumore, anche se non vogliono darlo a vedere.
Nella terza scena L’Alce Joe confessa al transessuale Ciappy che si è
innamorato di una cangura di nome Paula e malgrado lei tenti di dissuaderlo lui è deciso a partire l'indomani anche se ammette di essere stato ingiusto con lei e le dice: "Credo di amarti di più da quando l’ ho incontrata. Non accuso te. Tutto è andato all'inferno chissà perché".
Il transessuale Ciappy lo tratta con dolcezza nella
speranza di trattenerlo ma il mattino seguente l’Alce Joe parte. Il transessuale Ciappy telefona a degli amici per raccontare quanto successo e viene a sapere che tutti, tranne lei, erano a conoscenza della relazione che durava già da parecchio tempo. Dopo sei mesi il transessuale Ciappy e l’Alce Joe si incontrano nella loro casa dove lei lo accoglie con gentilezza, ma nasce subito una discussione riguardo alla mancanza di disponibilità dell’Alce Joe nei confronti delle alcette.
Il transessuale Ciappy lo invita a rimanere a cena e i due si
baciano. L’Alce Joe confessa di essersi stancato della relazione con la cangura e il transessuale Ciappy gli racconta dei rapporti avuti con altri e del suo amore-odio nei suoi confronti.
L’Alce Joe cerca di abbracciarla ma il transessuale Ciappy si allontana respingendolo. Lo invita però a rimanere a dormire ed egli accetta, ma nel pieno della
notte si sveglia preso dall'angoscia, si veste e va via.
Il transessuale Ciappy va all'
ufficio dell’Alce Joe per controllare alcuni documenti del divorzio e, seduti sul divano, sentono rinascere l'attrazione fisica ma l'amplesso che segue lascia indifferente il transessuale Ciappy. Si rinfacciano i reciproci errori, si insultano e L’Alce Joe percuote il transessuale Ciappy e non vuole farla uscire. Alla fine essi firmano i documenti del divorzio. Sono ormai trascorsi sette anni e i due, entrambi risposati, si incontrano per un fine settimana e dicono di essere felici. Si recano nella loro casa di campagna dove tutto è rimasto come un tempo e l’Alce Joe le propone di festeggiare quel momento ma il transessuale Ciappy gli risponde che preferisce festeggiare il ventesimo anniversario di matrimonio. La casa però è troppo piena di ricordi e la coppia decide di andare in un cottage messo a disposizione da amici. Sono emozionati e si scambiano impressioni e confidenze, come mai avevano fatto. Vanno a letto. Il transessuale Ciappy ha un incubo in cui crede di sprofondare nella sabbia e dice all’Alce Joe: "Credi che viviamo in una totale confusione? Credi che dentro di noi si abbia paura perché non sappiamo dove aggrapparci? Non si è perso qualcosa di importante? Credo che in fondo c'è il rimpianto di non aver amato nessuno e che nessuno mi abbia amato". Il film termina con i due che dopo essersi detti "Buona notte amore" si addormentano.


Ultima e meritevole prova di regia gay del libanese Andrew Shah’t un maestro assoluto del cinema orientale, il più irriverente, il più semplicemente scandaloso, il più acerrimo nemico cinematografico che il mondo religioso abbia mai conosciuto. E’ sempre stato infatti il mondo religioso il bersaglio preferito dell’arte di Shah’t, dal post-surrealimo in avanti, passando per il periodo filippino e infine nei capolavori bulgari prima della perdita della vista, avvenuta nel 2003 a causa delle ferite agli occhi causate da un gallinaccio, tra cui il bellissimo “Il pesce trombello”. L’opera è tratta da un romanzo già molte volte ripreso dal cinema fin dagli anni trenta, dal titolo “Abbondanza” di un autore poco noto, Ahmed Touchiat, e verso cui Hollywood era riuscita a farne solo opere dozzinali e convenzionali. Un film, quindi, girato nonostante la cecità del regista che nella sua solitudine visiva ha voluto esprimere i colori della sua anima nera. Senza pietismi ma con la certezza del suo potere innato di accedere al mistico restando fuori dal porticato della moschea. Il regista libanese Andrew Shah't durante la visione dell'anteprima del film al cinema Adriano mostra un entusiasmo incontenibile per la sua opera a scapito del pubblico alle sue spalle.L'entusiasmo continua anche durante il buffet dato in suo onore. 13 bottigliette di ginger bryte e una parrucca (la sua) finita in testa a Carlo Rossella responsabile della Medusa Film.

mercoledì 17 settembre 2008

UNA MODELLA AL GIORNO

VANESSA MUSABELLA
29 ANNI - COGNE (AO)

VOTO : 9+
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disponibile per:
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Televendite
Marjorette in eventi sportivi
Cubista in discoteca
Pubblicità prodotti per l'igiene orale
hostess per eventi di culinaria

COSTRETTA A VENDERE IL MIO CORPO SE ALITALIA FALLIRA'!

Restano poche ore per trovare un accordo: per andare avanti la cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per giovedì alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei soci.

Cresce intanto l'ansia dei tanti lavoratori che da qui a breve si troveranno senza lavoro e con le pezze al culo. Qui sul blog http://www.tutttadonna.blogspot.com/ ospitiamo le speranze, le paure, il dolore di uno di loro, MA SOPRATTUTTO UNA DI NOI: NAOMI A. JOLIE.
Steward per l'Alitalia da oltre 9 anni oggi vive nello sconforto con in prospettiva una scelta drastica: "Se perderò il lavoro sarò costretta a vendere il mio corpo, anche su E-bay".
Zobeide D'Anversa Pontorno Vedova Caprarola non può che essere felice di dedicare questo spazio ad intervistare questa lavoratrice indefessa, ma un dubbio mi sorge spontaneo.. vogliamo scommettere che naomi sarà tra le prime nella lista degli esuberi anche a causa della sua ricca attività sindacale? La incontriamo qui nella sede della Maglianella a Roma subito dopo l'ennesima riunione sindacale da lei presieduta.
In foto: Naomi A. Jolie mentre presiede la riunione sindacale di questa mattina nella sede Alitalia della Maglianella a Roma



Z: Signorina Naomi, innanzitutto mi lasci dire che oggi lei è splendida!
N: Grazie ma non sono qui per decantare la mia bellezza! C'è il destino di tante travestite in ballo
Z: Ehm.. restano poche ore per l'accordo, lei ha speranze in proposito?
N: Direi proprio di no. Oggi abbiamo indetto 4 ore di sciopero bloccando circa 40 voli in partenza ma non so se potrà servire a qualcosa. Il morale è sotto le suole delle scarpe. La verità è che questa è una epurazione mascherata, vedrete che la lista degli esuberi conterrà tutti quei nomi che danno voce al sindacato dall'interno della compagnia.
Z: Effettivamente questa mattina l'abbiamo vista all'opera durante una riunione e non stentiamo a credere che lei possa infastidire i vertici con i suoi argomenti.
N: A me interessa poco che loro si infastidiscano. Ho 29 anni, di cui 10 passati a servire questa Compagnia, 10 anni passati ad apparire elegante e bella per il buon nome dell'Alitalia. Ora come ora l'unica prospettiva che mi rimane, nonostante le rassicurazioni sui sostegni data da Berlusconi, è quella di pagarmi il mutuo e le spese prostituendomi. Dovrò cedere a questo ricatto e svendere il mio corpo a questi maiali.
Z: Possibile che non veda altre alternative?
N: Per noi steward travestiti non c è futuro! abbiamo lottato anni per emanciparci. Ricordo quando negli anni 90 iniziai a mettere gli orecchini un giorno, il rossetto l'altro.. se oggi sono me stessa è solo a forza di carte bollate e cause in tribunale che hanno sancito il mio
diritto ad esprimere la vera natura della mia personalità sul posto di lavoro. Di me han parlato giornali e Tv, ore e ore nei salotti di Maurizio Costanzo e alla mia età trovo difficile pensare di poter ricominciare da zero con un'altra compagnia aerea.
Z: Crede di avere un futuro sicuro come prostituta?
N: Basta guardarmi no? sapesse le volte che gli uomini mi adocchiavano durante il servizio, le avances, le battutine piccanti.. ogni volta che passavo con i carrelli era un tripudio di "pssss" se non altro il donare le mie grazie mi servirà a finire di pagare il mutuo della casa, ma mi
creda se le dico che questa è la decisione più difficile della mia vita.
Z: In più c'è la difficoltà del nuovo decreto anti-lucciole del Ministro Carfagna.
N: Non vorrà certo paragonarmi a quelle battone in strada vero?
Z: No no si figuri...
N: Io ho una casa di proprietà e farò in modo di accettare solo una clientela selezionata che saprà apprezzare il sacrificio del mio corpo. Mi farò pagare oro per ogni centimentro delle mie carni burrose e miro a guadagnare così tanto da potermi presto permettere di non pensare più al lavoro per il resto della mia vita. Questa è una delle prerogativa delle ragazze belle e ho perso fin troppo tempo a lavorare onestamente cercando di fare sempre ciò che credevo fosse giusto... ma visto come mi ripagano prenderò le dovute misure.
Z: E come si pubblicizzerà?
N: In tutti i modi possibili, anche su E-bay!
Z: Giovedì alle ore 16 si riunirà a Milano l'assemblea dei Soci, pensa che verranno superati gli ostacoli del nuovo contratto di lavoro?
N: Guardi non siamo più sicuri di nulla. Di certo noi steward travestite saremo tutte li a chiedere un codicillo apposito che preservi la nostra presenza nell'organico. Se non ce lo concederanno sarà guerra dura! Siamo disposte a tutto contro questi maschi impotenti e psichicamente
passivi. Urleremo la nostra rabbia e in caso di malaparata comincerò a distribuire i volantini della mia nuova attività lavorativa. Con il primo versamento mensile dell'80% di sostegno contrattuale che mi spetta in caso di cassa integrazione curerò l'unico difetto fisico che ho,
ovvero una patata al piede.
Z: Siamo certi che sarà un belvedere come tutto il resto
N: Può giurarci, guardi con i suoi occhi! solo che capisce.. chi come me
è abituata alla perfezione non può accettare di offrire un prodotto che non rasenti come minimo il Top.

La patata al piede di Naomi A. Jolie che verrà curata con la prima mensilità di cassa integrazione

MESSAGGIO PROMOZIONALE


martedì 16 settembre 2008

UNA MODELLA AL GIORNO


COLETTE SOGGEPPOZZONE
19 ANNI - PREDAPPIO
VOTO : 9+
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disponibile per:
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ospite fisso nei salotti televisivi
marjorette in eventi di atletica leggera

cubista in discoteca
modella pret-a-porter
hostess per eventi sul fitness

IO TRAVESTITO SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO DISCRIMINATO PERCHE' SOMIGLIO A MILVA


Per le esclusive del blog www.tutttadonna.blogspot.com un colloquio informale senza precedenti con un travestito extracomunitario senza permesso di soggiorno oggetto di razzismo e maltrattamenti giornalieri a causa della sua somiglianza con la cantante italiana Milva.

Xhuvani Purcaretji, quando viveva in Albania si spacciava per una donna adducendo a giustificazione della sua barba il fatto che sua madre, mentre era gravida di lui, era rimasta impressionata assistendo ad un un incidente stradale che causò la decapitazione del conducente. La sua vita a Tirana era serena anche se vissuta in perenni ristrettezze economiche. Sognava l'Italia come un faro di civiltà che gli avrebbe permesso di vivere liberamente, e fece di tutto per raccogliere abbastanza soldi da pagarsi nel 1989 un viaggio insieme ad altri clandestini. "Ero su quella famosa nave che sbarcò in Puglia, ripresa da tutte le televisioni del mondo, insieme ad altre migliaia di clandestini, sulla stessa imbarcazione c'era anche Kledi Kladiu, il ballerino di Maria de Filippi. Diventammo molto amici e condividemmo a lungo l'affitto di una casa a Milano, ma lui mi discriminava! ballava in casa a tutte le ore del giorno e della notte e mi diceva che ero brutta perché assomigliavo troppo a Milva. Secondo lui la mia barba non bastava a nascondere quei lineamenti così uguali alla cantante italiana". Io non sapevo chi fosse Milva, andai così in un negozio di dischi per cercare qualche suo lavoro, ma appena entrai due signore mi presero a borsettate dicendomi che incidevo dischi orrendi. Feci per spiegargli che non ero Milva, ma togliendomi la mano da davanti la bocca videro i peli della barba e cominciarono ad urlare come invasate fuggendo di corsa fuori dal negozio senza pagare i vinili. Il cassiere chiese a me i soldi delle due fuggitive e mi disse testualmente "Mai e poi mai comprerei un suo disco!".
Feci per prendere i soldi nella borsetta, ma togliendomi distrattamente la mano dalla bocca il cassiere vide i peli della barba e cominciò ad urlare come un pazzo fuggendo via dal suo negozio per sparire nel nulla. Da quel giorno presi possesso della bottega continuandomi però a domandare chi fosse questa Milva. Cercai di ordinare i suoi dischi ma i distributori al sentire il suo nome scoppiavano a ridere e glissavano.. Quel nome divenne la mia ossessione. Venivo picchiato giornalmente da gente che continuava a dirmi che con i miei dischi avevo rovinato le loro vite, che i miei capelli rossi erano la vergogna di Milano e che non bastava la mia barba finta a noscondermi dalla loro ira. Tentavo di spiegare loro che la mia barba era vera ma senza darmene modo correvano via terrorizzati urlando come indemoniati. Al che gridai con tutte le mie forze alla gente che io non ero Milva, ma l'unica persona che mi dedicò del tempo ad ascoltare mi rispose - "Torna in Giappone a fare le tournée e restaci!". Un giorno, camminando per i Navigli, un'immagine su un cartellone pubblicitario catturò la mia attenzione... ero proprio io in quella foto, ma senza la barba.. Fu un'emozione grande... che si sciolse all'istante quando finì di leggere che si trattava di Milva in un Recital di Brecht al Teatro Piccolo. Finalmente guardavo la faccia di quella che era la fonte di tutti i miei guai qui in Italia.

Quel venerdi successivo mi accampai di fronte al Teatro aspettando di incrociarla. Attesi per ore sotto il sole, la pioggia e il vento incessante. Verso le nove vidi una donna dai capelli rossi girare l'angolo e venire nella mia direzione.. era proprio lei.. MILVA!! Alzò lo sguardo, sgranò gli occhi e mi cominciò a prendere a ceffoni e calci.. non disse una parola se non quando andò via verso l'entrata del teatro gridando "lei incide dischi orribili! erano anni che mi cercavo per dirmelo! ...e soprattutto si tolga quella parrucca rovesciata sul mento che tanto l'avrei riconosciuta fra mille!". Tentai di spiegarle che quella era la mia barba, ma lei sgranò di nuovo gli occhi e prese ad urlare come una gallina inseguita da un lupo fuggendo via nella notte. Il concerto non si fece più quella sera e io continuai, nei giorni successivi, a prendermi gli schiaffi della gente che aveva pagato il biglietto e che inevitabilmente incrociavo per le vie di Milano.

lunedì 15 settembre 2008

UNA MODELLA AL GIORNO

RUTH JUMLAT
31 ANNI - PIANURA (NA)
VOTO : 8+
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ospite nei salotti televisivi
pubblicità prodotti per capelli
cubista in discoteca
modella pret a porter
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domenica 14 settembre 2008

INVITO ALL'ASCOLTO: MISORA HIBARI

La canzone che oggi potete selezionare nell'i-pod è il classico "Cuccuruccucu Paloma" nella splendida versione della cantante giapponese Misora Hibari. Un vero e proprio mito nella sua madre patria. Deceduta molti anni fa prematuramente, non è mai stata dimenticata. Ha inciso moltissimi dischi e recitato in svariati film. Come Mina era la regina degli spettacoli musicali in Tv negli anni 60 e la sua voce è stata il sogno segreto e fonte di studio di tante grandissime artiste in tutto il mondo, tra cui la nostra Giuni Russo che dal repertorio di Misora scelse di interpretare "Sakura".
Buon Ascolto!

ANTEPRIMA TUTTTADONNA DEL FILM: IL QUINTO GIORNO

Nuova anteprima cinematografica dei sito http://tutttadonna.blogspot.com/

"Il Quinto Giorno" è l'ASSURDO quanto elettrizzante terzo film di fantascienza del regista trans-gender Venezuelano Maceo Gonzales che potremo vedere sugli schermi italiani dal prossimo novembre 2008. La distribuzione Europea è già stata programmata con il primo dei tanti happening promozionali a cui la casa di distribuzione cinematografica italiana 01 ci ha abituati. Poteva Zobeide D'anversa Pontorno Vedova Caprarola mancare???????
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!


Eccomi quindi a voi a raccontarne la trama!

E se un giorno un enorme banco di paguri rosa si compattasse appena sotto la superficie marina impedendoci di riemergere da un'immersione in apnea?
E se improvvisamente varie specie di tranquilli e pacifici cetacei si coalizzassero per attaccare le imbarcazioni e uccidere le persone a bordo?
E se le navi da crociera cominciassero ad essere attaccate da grandi banchi di strane cozze melmose che prendono ad ammassarsi sul timone, incastrandolo e provocando così il loro ribaltamento?
E se all'improvviso le coste dell'Africa, del Sudamerica e dell'Australia venissero infestate da orde di meduse ricolme di veleno potentissimo?
E se in un tranquillo ristorante francese un altrettanto tranquillo astice decidesse letteralmente di esplodere spargendo ovunque il suo carico di gelatina contaminata da una microscopica alga killer geneticamente modificata capace di avvelenare le falde acquifere uccidendo per avvelenamento migliaia di ignari cittadini?
E se degli eserciti di granchietti velenosi bianchi e ciechi cominciassero a sbucare dalle spiagge vicine alle grandi città costiere degli Stati Uniti e dell'Europa?
E se la corrente del golfo cessasse improvvisamente la sua attività, mentre orde di schifosi vermi dalle ganasce sproporzionate e dal carico di miliardi di batteri metanofagi cominciassero a scavare negli idrati di metano che si trovano a settecento metri di profondità sulla scarpata continentale, destabilizzandoli e provocando così degli smottamenti, danneggiando i cavi in fibra ottica e isolando di fatto i continenti dal resto del mondo?
E se gli idrati di metano destabilizzati si sciogliessero facendo risalire dal fondo dell'oceano grandi quantità di gas in grado di uccidere gran parte degli esseri viventi terrestri?


Qualcuno potrebbe pensare di dare la colpa ai cambiamenti climatici causati dal problema del surriscaldamento dell'atmosfera ma la colpa invece e solo di una malvagia creatura terrestre: Eva, la trans assassina a cui son stati concessi cinque giorni di tempo per distruggere il mondo!

Questo essere affascinante quanto infernale, (interpretato dalla bravissima attrice cubana transessuale Adriana Felipe Durcal), non ha però tenuto conto della forza delle acque. In molti diranno che il mare non ha una coscienza e non possiede un'anima, ma dovranno ricredersi dopo la visione di questo film.


Un grandioso affresco morale e cromatico di una civiltà in via di estinzione dove giganteggia il personaggio del transessuale Eva che imprigionata nel suo "mal de vivre" trova ristoro nelle teorie folli e distruttive dell'ipno-granchio che vive nel suo subconscio.

La regia di Gonzales si sublima in quest'opera su misura, che rompe definitivamente con gli schemi del post-realismo: gli attori sono forgiati dalla mano esperta dell'uomo di teatro, la scenografia ha una funzione illustrativa, pragmatica e analitica, decisamente astorica e demitizzante. "Il Quinto Giorno" trascende l'affresco intimista e la diegesi storica per una narrazione polifonica che, seguendo diversi destini paralleli, propone una visione apocalittica (non piu` solo decadente) della società post-naturalista. Un film d'impatto drammatico sconvolgente arricchito da figure prime del cinema sudamericano come Ana Trujilo e Valery Valeria (transessuale anche quest'ultima).
Il regista trans-gender Venezuelano Maceo Gonzales posa in esclusiva per il sito "Tutttadonna" fuori dal cinema dove è stata proiettata l'anteprima del suo film
Altra generosa posa plastica del nostro regista vestito per l'occasione dal talentuoso stilista italiano "Gianrico Zoppecchiccino"La Transessuale Valery Valeria (a sinistra) posa per "Tutttadonna" con l'altra protagonista del film Ana Trujillo

Caro-affitti in Italia: Chi affitta alle travestite?

Il blog www.tutttadonna.blogspot.com presenta una nuova rubrica fissa sul caro affitti.

Sono 480 mila i travestiti e le trans che vivono attualmente in affitto in Italia, pari al 42,7% del totale (erano il 50,3% nel 2004). Sono una minoranza rispetto ai proprietari di case e non hanno vita facile, soprattutto nelle grandi città: se si considera l’andamento dei valori negli anni successivi alla riforma degli affitti, quindi nel periodo 1999-2008, si è registrato un incremento del 119%. È quanto emerge da un’indagine Censis-Sunia-Cgil sulle travestite e trans in locazione.

Questa settimana prendiamo in considerazione Roma, e la sua popolazione gay, transgender e trav che spesso e volentieri ama condividere casa con amici e compagni.

Nei giorni scorsi sul sito della B.A.N.A.T. avevamo chiesto ai lettori testimonianze di convivenza a due o a più persone su periodi di almeno sei mesi.
Ci scrive Maria Purea Capece Minutolo:

Cara Zobeide, (…..) ho aperto la mia principesca dimora sita nel centro di Roma per avere la necessaria liquidità per pagarmi gli studi. Si presentò grazie ad un annuncio su Porta Portese (l’unico giornale che mi permetteva di inserirlo gratuitamente), Mimì Cocò della Zalambresca, una giovane trav appena giunta dalla campagna umbra. Fu molto onesta, a fronte di una pigione richiesta di 950€ mensili, mi disse che non poteva permettersene più di cento, ma che quella per me sarebbe stata un’ottima occasione di conoscere tutti i suoi amichetti.
Ti dirò… sapendo che lavorava come cuoca presso la Nazionale Rugby Italia ho pensato fosse un occasione da non perdere.
(a destra Maria Purea Capece Minutolo con Mimì Cocò della Zalambresca agli inizi della loro felice convivenza)




I primi mesi furono eccezionali, ogni sera una festa e tanti giovani da conoscere, più ne entravano e più ne volevo, più ne volevo più ne entravano. La mia è una bellissima casa di rappresentanza.


(Interno Casa Capece Minutolo)

In questo salone vere e proprie orgie con me e lei uniche donne in un selvaggio mondo di uomini forti, potenti e muscolosi. Parallelamente però iniziai a dubitare della sua buona fede. La pigione di cento euro continuava a dilazionarla impedendomi anche l’acquisto delle sigarette. Inoltre ogni volta che qualche virgulto mostrava interesse nei miei confronti lei lo derideva pesantemente. Una volta la sentii sussurrare nell’orecchio del malcapitato: “Puoi anche andare con Maria Purea ma è piena di peli sul culo!”. Furono i primi segnali. A onor del vero quella sera, per lo shock subito, gestire una serpe in casa è assai difficile, non presi sonno ed iniziai a meditare. Il giorno dopo la affrontai essendo una persona senza peli sulla lingua. Sperai in un suo pentimento e invece mi sorprese vomitandomi addosso tutto il suo disprezzo. Tra le varie frasi che ricordo una mi colpì in modo particolare: “Senza di me hai solo i palazzi ma niente ca**i!”.
(Esterno Palazzo Capece Minutolo in Zona Roma Parioli)



Avrei voluto risponderle ma stavo perdendo la coincidenza per Bari e pensai di risolvere la questione una settimana dopo al mio ritorno. Quando rientrai in città ho provato uno dei più grandi dolori della mia vita: aprendo la porta questo fu lo spettacolo che mi si parò davanti.
Il mio salotto in stile George 13 era praticamente distrutto. Dalle pareti al pavimento non c era più traccia di quella che era la mia casa.


(Interno casa Capece Minutolo dopo la devastazione compiuta dalla Signorina Zalambresca)

Mi scaraventai nella sua stanza, l’unica della dimora ancora in perfette condizioni, e la trovai adagiata sulla dormeuse color amaranto intenta a spippettarsi le mie sigarette. Le urlai di andaresene da casa mia ma lei con molta calma continuò a guardarmi dall’alto in basso tirando fuori dal cassetto tutte le foto che mi vedevano impegnata in atti osceni con i giocatori della nazionale rugby . Capii subito quali erano le sue losche intezioni. Io, cara Zobeide, appartengo a una nobile casata e mia madre, la Contessa Capece Minutolo non ha mai sospettato della mia latente omosessualità. Lungi da me, quindi, procurarle questo ennesimo dolore. Ora mi ritrovo nella borgata finocchio a condividere 20mq con il mio filippino, a pagare un assegno mensile all’infingarda per tenerla in silenzio e senza lo straccio di un uomo. Cosa mi consigli?



Cara Maria Purea Capece Minutolo, non sono i metri quadri a fare di te una donna , ti bacio.


UNA MODELLA AL GIORNO

JUÑA LOLLOBRICCONE
25 ANNI - SASSARI
VOTO : 9+
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disponibile per:
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ospite nei salotti televisivi
pubblicità prodotti di bellezza
cubista in discoteca
modella haute couture
hostess per eventi sulla femminilità



sabato 13 settembre 2008

CHRISTOPHER "MARGOT" HILTON: LA MIA SORELLASTRA PARIS, TUTTA LA VERITA'

Christopher Hilton, bisessuale dichiarato, fratellastro maggiore di Paris Hilton, in arte
Paris Hilton, ospite sulla Fox della trasmissione "High Heels" ha dichiarato:
“La mia sorellastra è la reincarnazione del demone azteco Chipiwawa, molto conosciuto presso i popoli Incas".


Cartomante e bramino, Christopher è l’ autore del succosissimo libro “Life with my sister in law Paris” (vita con la mia sorellastra Paris), distribuito questa settimana in tutte le librerie d’America con una prima edizione di 450mila copie.

"Convivo con lei da quando ho lasciato la mia compagna". "E' idrofobica, ha paura dell'acqua e si lava col ditino a macchia di leopardo".

Christopher, domanda la presentatrice del programma, ma è vero che spesso lei sostituiva Paris sul palco dei concerti della sua ultima tournée americana?” E lui: “sì, strano vero?”.
Non una domanda buttata a caso, ma una provocazione.

Racconta Christopher nel libro:
Paris è affetta da letargia, ha grandi slanci creativi e lavora molto per ottenere ciò che vuole. Purtroppo tende ad addormentarsi di colpo per una malattia che le è stata riscontrata 9 mesi fa che mi costringe a sostituirla sempre più frequentemente nelle occasioni mondane".


Continua Christopher: "Canto molto bene, sono spiritoso, ho più soldi di lei (ndr: Christopher non è stato ancora diseredato), purtroppo nei balletti, a causa del mio alluce valgo, riesco male e qualcuno potrebbe accorgersi della differenza".

"Quindi lei è sicuro che ad oggi nessuno abbia sospettato nulla?"

"Certo sfido chiunque a distinguerci quando stiamo vicine, tant' è che nessuno si è reso conto che ero io e non Paris nel video porno che gira in rete". "La ricordo ancora il giorno delle mie nozze, si divertiva un mondo a raccontare barzellette su se stessa. Nessuno rideva. Ecco perché ha ostracizzato non solo me, ma anche tutte le sue amicizie, dimenticando che agli esordi fu proprio il suo cognome di famiglia a fare di lei una star”.

Insomma Christopher, parecchio risentito con la sorella per i mancati pagamenti delle sue performance ha deciso di sfruttare il loro vincolo di sangue per acccumulare ancora più soldi di quelli che già ha. L’ultima e-mail inviata alla sorellastra tirchiaccia è stata:
"Ho dato la mia fottuta vita per farti essere la regina del male che sei oggi. Cinque anni trascorsi ad ascoltare le tue puttanate, le tue egoistiche farneticazioni, i sortilegi chippiwawa, il tuo mediocre talento, il cattivo gusto che rimarrà nella storia”.


(L'affascinate bisessuale Christopher Hilton fuori dagli studi della Fox, terminata l'intervista nel programma "High heels" posa in esclusiva per il Blog WWW.TUTTTADONNA.BLOGSPOT.COM con il cane scippato per l'occasione alla sorellastra)

PERLE AI PORCI 5

(annuncio selezionato dal mensile "Pimpinella marito femminella")
"Sono un ex anoressico, ho raggiunto il peso perfetto e vorrei trovare un amico 20enne sbarbino e ben dotato che mi insegni la pratica del vomito indotto per riuscire vomitare con stile in pubblico, sulla spiaggia e con gli amici e mantenermi silfide nei miei pantacollant trasparenti. Sono 187x46 sinuoso glabro delicato e con viso civettuolo. Offrirei il mio sfintere a chi mi aiuta e ai suoi amici più stretti". C.P. 3450 MERATE (MI)

INVITO ALL'ASCOLTO: KEREN ANN


KEREN ANN NASCE NEL 1974 DA GENITORI EBREI RUSSI. VIVE FINO ALL'ETA' DI UNDICI ANNI TRA ISRAELE E I PAESI BASSI PER POI TRASFERIRSI DEFINITIVAMENTE IN FRANCIA. OGGI VIVE TRA ISRAELE, PARIGI E NEW YORK. HA INCISO 5 ALBUM OTTENENDO CONSENSI QUASI OVUNQUE (INCLUSO GLI STATI UNITI E L'INGHILTERRA). SCRIVE DA SOLA LE PROPRIE CANZONI ED IN PASSATO HA SPESSO COLLABORATO CON QUEL GENIO DELL'ELETTRONICA SOFT CHE E' BENJAMIN BIOLAY. UN CONSIGLIO SPASSIONATO: ACCATTATEVILL'!

UNA MODELLA AL GIORNO

LADY TUTTAPATATA
56 ANNI - ROMA

VOTO : 9+
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disponibile per:
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hostess per meeting commerciali
pubblicità a carattere alimentare
attrice in musical a tematica carceraria
modella haute couture
caratterista cinematografica
cubista in discoteca

venerdì 12 settembre 2008

"LA MALINCONIA DEL TEMPO" LA MOSTRA FOTOGRAFICA EVENTO

Venerdi 19 Settembre alle ore 11, al civico 77 di Via Vittorio Veneto in Roma, si inaugura il quarto progetto Teckno di arte contemporanea, con opere fotografiche di una giovane artista romana, Monique Triantafullo . A introduzione delle opere un testo di Tausch Patin. L’eccezionale esposizione rimarrà allestita fino al 14 ottobre 2008.
(LA FOTOGRAFA MONIQUE TRIANTAFULLO IN UN AUTOSCATTO)


LA MALINCONIA DEL TEMPO
Inner camera. Le immagini fotografiche di Monique Triantafullo sono ottenute senza l’ausilio di attrezzature. Le fotografie sono svincolate dalla camera oscura e dal negativo. All’interno di una tradizione che risale a Molly Golly, Triantafullo elimina qualsiasi forma di riproduzione contestuale. Non sono gli oggetti che lasciano tracce della loro presenza ma le auree e i silenzi. Gli attori che agiscono sulla carta fotosensibile sono solo gli acidi, i Dissolventi, la non luce, gli elementi base del processo fotografico. Ed è la atemporalità, la morte stessa della carta che si deframmenta e appare. Queste non-immagini si possono considerare dei precipizi atemporali.
Il tentativo è quello di liberare il supporto fotosensibile da qualsiasi forma di schiavitù, diretta e indiretta, culturale, con gli apparecchi fotografici e di ripensare il concetto di rappresentazione. L’intento esplicito è di far risaltare il gesto, la non materia, la non presenza del messaggio fotografico. In questo modo la fotografia si avvicina alla pittura, ripensandola.
Il lavoro della Triantafullo è una rilettura della poetica dello scoglio: presentazione di mondi impossibili e di sguardi dimenticabili. Possibilità antiestetica e illogica. In quanto scogli, queste superfici non sono più solo in relazione con lo spazio, ma coscienza dello spazio stesso: luogo di paura, di immaginazione, reveries produttrici di insignificanze. Non legate al tempo, ma morte al tempo, non più coscienza di un tempo, ma appunto infinite vie di fuga dal non-tempo. Semmai coscienze di un non-tempo senza più tempo dato, ma di un tempo che si fa tempo atemporalizzato e atemporalizzante. La fotografia off camera non è più luogo di coscienza, ma linguaggio di nudo, portato al suo essere primigenio, inorganico.
MONIQUE TRIANTAFULLO
nasce Manlio a Roma nel 1975 e diventa Monique nel 1996. Diplomatasi come maestro d’arte all’istituto d’Arte di Roma e in pittura all’Accademia di Belle Arti, ha partecipato con i suoi lavori a varie mostre collettive, tra cui "Il Silenzio pecoreccio", a Verona, nel 2006, “I Ciechi di Sorrento”, in Galleria Lorenzelli a Milano, nel 2007 e “Puttanismi” alla Galleria Straforo di Milano, nel 2008.

(TUTTE LE FOTO SONO ESTRATTE DALLA MOSTRA FOTOGRAFICA "LA MALINCONIA DEL TEMPO")

MESSAGGIO PROMOZIONALE